settembre 13, 2010

Il libro e’appena uscito !

di Furio

Ciao ! Il mio libro stampato di fresco!
dacci un’ occhiata e se pensi che ne valga la pena, ordina una copia..

settembre 5, 2010

1000 Miglia in meno di 24 ore, una breve storia di una gara personale

di Furio

Che cosa e` con la passione per il Mototurismo? Il rumore del vento che soffia, le vibrazioni sul manubrio e la posizione a sedere a volte scomoda, e tutto quello che implica, la stessa passion che ci spinge a cavalcare una Motocicletta macinando Miglia dopo Miglia verso l’orizzonte e` qualcosa che non tutti noi sono disposti ad avventurarsi. Poco tempo fa`, dando un occhiata su internet a diverse Associazioni Motociclistiche, il nome * Ironbutt (Culodiferro) una Associazione Motociclistica Internazionale che promuove i viaggi a lunga distanza in tutta sicurezza, ha attirato la mia attenzione piu` delle altre. Per diventare membro di questa Assocazione, bisogna partecipare e terminare un *Ironbutt Rallie o, una delle “cavalcate” che loro promuovono come la : *The Saddle Sore 1000 (la Mal di Sella 1000), quella che ho scelto per il mio primo tentativo; mi piace l’idea di essere incluso in questa Assocazione e sopratutto il porta targa che dice : “World’S toughest riders”, *Ironbutt motorcycle association ( Motociclisti piu` duri al mondo, Assocazione motociclistica Culodiferro) che ti spediscono dopo aver verificato la validita` del tuo viaggio. Il percorso scelto sara` partira` da Londra, in qualsiasi momento nelle prime ore della note, guidando verso Exeter, passando da Bristol, dritto verso Glasglow, attraverso Edinburgo, giu` verso Newcastle, Leeds and Leicester, finendo poi dove ho cominciato, collezionando le ricevute della benzina fatta lungo il percorso. Partito da Londra alle 1.09 am, questo e` quanto dice la ricevuta, guido nella note tutto eccitato e pieno di aspettativa, cercando di ricordarmi la velocita` media neccessaria per il viaggio mentre cerco una posizione comoda. Guidare una motocicletta di note sulla autostrade, le quali si trasformano in desolate pezzi di catrame, ritrovandosi in totale solitudine circondato dal buio totale, mentre un paio di luci deboli cercano di taglire l’oscurita` ed il ronzare continuo del motore che frulla e` come meditare tenendo stretto un manubrio, un` esperienza profonda, visto che si e` spinti a vivere ogni momento che passa. La note si rivela essere piu` fredda di quanto aspettassi, dopo solamnete 2 ore di viaggio, sento le dita delle mani diventare sempre piu` fredde ed il vento gelido che penetra sul mio petto , in tre diverse occasione, sono costretto a fermarmi per un qualcosa di caldo e grande da bere, da tenere fra le mani mentre lo sorseggio velocemente ancora caldo bollente. Durante la notte i banchi di nebbia appaiono, a volte cosi` densi che sembra che stai guidando contro un muro tutto bianco, nonostante abbia gli antinebbia accesi. 

 

Verso le 4.00 am mi ricordo il freddo essere cosi intense e scomodo, che la mia mente comincio` a riconsiderare l’idea di usare la Motocicletta in inverno una cosa impossibile da fare, se il freddo sara` sempre cosi` fastidioso, un’ idea che si e` dissolta velocemente quando il ben amato Sole sorse in un cielo privo di nuvole. Il giorno adesso e` giallo luccicante invece che nero scuro, vedo la foschia alzarsi dai campi e Bristol in lontananza che si rivela mentre la attraverso sulla Autostrada M5, l’ umore e` gia migliore ed tutto sembra essere promettente, finche la stanchezza appare, siccome sono forzato a farmi un pisolino faccio il pieno di benzina, parcheggio la moto di fianco la vetrina del cassiere mentre cerco un posto adatto dove sdraiarmi e chiudere gli occhi. Sono circondato da campi d`erba soffice, sui quali non posso sdraiarmi ancora bagnati dalla rugiada mattutina, con il casco alla mano come uno zingaro, mi incammino finche` trovo un posto adatto dentro ad un, ancora semideserto, Autogrill, su una poltrona massagiatrice posta di rimpetto all entrata dei bagni, in 2 minuti cado in uno sonno profondo privo di sogni, svegliandomi 35 minuti piu` tardi dal rumore del mio russare, mi rialzo velocemente sentendomi rinfrescato e pronto a ripartire. 

Il confine con la Scozia non e` lontano, passando attraverso Penrith, l’orizzonte limpido con le cime delle colline nel Lake District ( il distretto dei laghi) sono di uno splendore accativante, generando in me il desiderio di fare una deviazione verso di loro facendo Trekking sulla prima cima che trovo, ma questo non e` quel tipo di viaggio. Poco dopo sono stanco nuovamnete, cercando di stare allerto mentre canto a mo` di karaoke la music ache mi suona nel casco, finche` trovo, uno prato ascgiugato dal sole caldo , in un parcheggio che guarda verso le praterie verde a valle, dove per la seconda volta., mi sdraio con il casco al mio fianco, le chiavi della moto al sicuro in tasca senza pero` preouccuparmi delle borse lasciate aperte e gli oggeti di valore dentro, sono le 10.34 di mattina. Mi sveglio 40 minuti piu` tardi, dal potente suono di un Tornado della RAF, la Royal Air Force Britannica, che passa in un volo radente, senza resndermi conto di essermi addormentato, mi ricompongo velocemente mentre strizzo un occhio osservando il Tornado volare via in una, quasi acrobatica manovra, mi sento un’ altra persona riposato ed acceso come una lampadina e senza bisogna di ninete rimonta in sella velocemente, entrando in Scozia poco dopo tagliando le prime 500 miglia, facendo sembrare il resto del viaggio molto piu` facile, sapendo che se ho percorso queste prime 500 miglia, posso sicuramente percorrerne altre 500. 

 

 

Attraverso Glasgow ed Edinburgo senza problemi, puntando verso la A68 diretta a Newcastle, una strada ondulata di campgna, che mi porta per la prima volta dentro al Nothumberland Park, un parco nazionale con vaste praterie Verdi, centinaia di pecore al pascolo e colline di color Verde smeraldo, assorbo tutto quanto intorno a me, mentre spengo la musica, essendo estremamente intrattenuto e divertito dal paesaggio, pasando la line di confine con l’Inghilterra senza neanche accorgerme. 

 

La cavalcata continua senza sforzo dentro a Newcastle, con la vision dell’ Angelo del nord, una statua di acciao enorme alta piu` di trenta metri, che come un gigante emrge sulle colline di Gateshed in tutta la sua meastosita`, portando via da questa, a volte cupa e triste citta` industrial del Nord, la tristezza ed il grigiore che una citta` industrial porta con se`. Il resto del viaggio sull`autostrada M1, e` adesso una questione sul, non quando arrive, ma su come faro` ha pattegiare il resto del percorso su questa lunga ed a volte interminabile strada estremamente ripetitiva, fermandomi in 4 occasioni per stirarmi le gambe, ascoltando musica continuamente cantando a scuarciagola sapendo istintivamente che avro` successo nel completare questo viaggio nella finestra di tempo concessami, 24 ore, e` dura rimanere seduto in sella, non perche` abbia male al sedere, ma perche` so che il tragurado e` oramai vicino, voglio finire adesso, volgio assaporare la fine. Arrivato in Oxfordshire con la luce del giorno che si fa` sempre piu` tenue, e le luci delle macchine che si accendo una dopo l`altra , le batterie del Walkman completamente esauste e l’ultimo pieno di benzina che sta` per prendere atto, arrivato alla stazione di servizio parcheggio la moto sul cavalletto, riempo il serbatoio con un po` di benziana e mi affretto a ritirare la importante ricevuta, che come una line del tragurado, delimita e ferma il tempo di quesa cavalacata, legge 21.58 pm, esattamente 20 ore e 49 minuti dopo, pervaso da una semplice gioia e un sorriso stampato, mentre poso per la foot ritual di fianco alla mia fedele compagna a due ruote, mi sento invincibile e molto animato, sapendo istintivamente che non sia di certo finita qui. 

 

* Il nome Ironbutt, e Saddlesore 1000, sono un marchio registrato della Ironbutt motorcycling association, tutti i diritto sono riservati

luglio 24, 2010

Tour d’Europa CuloDuro 2010.

di Furio

7000 Km, 9 nazioni a bordo della mia moto attraversando l’Europa.




Vorrei ringraziare:

“Westlondon Yamaha“, “We Love Pizza” Camden Stablemarket Londra, “PippoBike” di via San Donato Bologna,

e tutti gli amici e conoscenti che mi hanno sostenuto e creduto nella riuscita di questo viaggio.


Penso che ci vogliano 3 cose fondamentali per viaggiare in moto:

due ruote con un motore,   un po` di benzina lungo il percorso e la voglia di andare ed a Me quella, di certo non manca…




Guidando in totale solitudine  mi sono trovato piu` volte a ripensare a cosa stesse realmente accadendono se stessi realmente vivendo un sogno allora, con il cuore che si riempiva di gioia lasciavo la presa dal manubrio spalancando le braccia al cielo cercando di assorbirla tutta  urlando come un matto, e si`,  perche` per fare una cosa cosi` devo essere propio matto,  matto come Van Gogh !

Sei mesi fa` quando ho avuto quella idea strana in testa non riuscivo bene a rendermi conto a cosa sarei andato incontro lungo il percorso, benche` abbia cercato di pianificarne  buona parte del viaggio ci sono state sempre sorprese e scoperte a cui non ero preparato,  di luogi , persone e di me stesso, di come mi propongo di fronte a cio` che mi viene proposto, mi accorgo ancora oggi di aver subito un mutamento interiore durante il viaggio ed  un approccio curioso e positivo  ha creato quei momenti che noi osiamo chiamare Magici, sono sicuro che gli anni passando non cancelleranno mai quei giorni memorabili nascosti dentro di me i quali potro` visitare ogni volta che ne sento la necessita` senza chiederne il permesso a nessuno.

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Incontro con la Gendarmerie

Adoro prendere il tunnel della Manica, a noi motociclisti ci lasciano sempre tutti assieme ritrovandosi a parlare delle propie moto e delle nostre destinazioni l’ umore e ` sempre alto si parla volentierti tutti eccitati e vogliosi di andare sembriamo avere tutte un cosa in comune la traversata di andata e` sempre piena di energia. Alle 20.00 il treno che parte da Folkestone arriva a Calais apre le porte lasciandoci liberi di scorazzare dove piu` ci pare  e tutti quanti andiamo in direzione diverse, Io ho in programma di guidare tutta la notte da Calais fino alle Dune di Pyla vicino Bordeaux la prima tappa di questo viaggio, dovrebbe essere 15 ore circa sono cosi carico di adrenalina, di voglia di andare che 15 ore in sella ad una moto non mi spaventano per niente ho previsto l’ arrivo per il mattino seguente verso le 11, sono ben attrezzato per il turno di notte ho messo una luce rossa di quelle lampeggianti da biciclette sulla borsa caricata sulla sella, ho una vesta gialla fluorescente adosso e due  faretti supplementari posti anterioriormente, passo villaggi quasi difficili da notare e lunghe strade desolate di campagna interrotte solo da qualche rotonda od un semaforo occasionale, guido serenamente  trovo sempre benzinai senza problemi macinando kilometri velocemente, verso  le 2.30 con attorno a me un buio pesto, strada desolata ed Io che canto a squarciagola  dallo specchietto retrovisore noto due luci blu che lampeggiano, capisco subito che sia la polizia e mi sposto sulla destra per farmi sorpassare quando mi lampeggiano capisco che quelle due luci blu siano solo per me allora alzo il  braccio destro sventolandolo su e giu’ con la intenzione di accostare al primo spiazzo, si fermano velocemente di fianco a me e mi si presentano due Gendarmi sulla mia eta`con le faccie abbastanza serie, mi tolgo il casco, i tappi dalle orecchie spengo la moto velocemente e la mia prima reazione e` stata di chiedergli:

Parle`vou italienne?   We can speak English, riponde il piu` posato dei due.

Mi chiedono i documenti che guardano a stento quando mi inizia a spiegare che in Francia, quando passi per la citta` il limite di velocita` e di 50km/h e che invece Io stessi facendo i 115km/h , con gli occhi spalancati ed ammutolito aspetto il mio verdetto sapendo di averla fatta grossa stavolta : Ascolta ! te lo vado a dire in Francese, se la prossima volta ti  becchiamo andare cosi forte qua` ti portiamo via la moto ti strappiamo la patente e tu vai a casa a piedi, mostrandoni  il dito indice e medio che si  intervallano l’uno con l’altro, ed Io capisco tutto benissimo anche la paura che cerca di trasmettermi.

Mi lasciano andare  andare per la mia strada: ci sono andato molto vicino stavolta, porcavacca ma dove cacchio erano nascosti?  questo viaggio tutto poteva finire ancora prima che cominciasse, meglio stare attenti.


Guidare tutta la notte era una cosa ch non avevo mai fatto in Moto ma ero ben pronto a fare  portava in se` un senso di pericolo che mi incuriosiva , guidare di notte porta con`se l’innfallibile capacita` di rinchiuderti dentro se stessi oscurando le distrazioni tutt’attorno ed alla vista delle prime luci dell`alba  un sollievo piacevole  appare ed anche un po` di stanchezza. Le Dune di Pyla, sulla costa Atlantica della Francia con  il suo paessaggio contornato di Pini marittimi, dove dietro loro si intravedono queste dune altissime  come un lunghissimo muro di sabbia sono difficili da scordare,   mi metto in piedi sui pedalini della moto con gli occhi spalancati, propio come un bambino che pianta fuori la testa dal finestrino al suo arrivo alla sua prima vacanza al mare,  trovo un campeggio pianto la tenda , scarico le borse , mi  metto i braghini da mare e mi precipito verso le Dune. Saranno alte 100 metri per salire bisogna usare una scala appoggiata sulla sabbia fatta di tante scalette di alluminio messe assieme fin quasi alla cima con una pendenza del 30% la scalata e lunga ed arrivati in cima  l’Atlantico si presenta in tutto il suo splendore un mare blu cobalto con qualche barca a vela,  un gruppo di persone a valle che fanno il bagno e le Dune che si estendono per kilometri ad entrambi i lati scatto qualche foto e rimango  ad osservare due ragazzi che  fanno parapendio finche` il tempo non si incomincia a guastare.

Passo il resto della giornata in campeggio mangiando al ristorante e fumando sigarette sotto la veranda aspettando che smetta di piovere senza un cenno positivo, vado a letto con la pioggia e mi sveglio al mattino alle 6 dalla pioggia che continua a battere sulla tenda Io di malumore  con gli occhi ancora gonfi dal sonno mi vesto in ginocchio dentro la tenda carico i bagagli sulla moto e scappo verso la I Paesi Baschi sperando di lasciarmi dietro tutta quella pioggia chiedendomi perche` cavolo mi sono portato la tenda dietro,  promettendomi di non andare piu` in campeggio ed alla prima occasione di liberarmi della tenda .

Piacevoli soprese in Spagna

La pioggia sembra non voglia smettere, a San Sebastian addentrandomi nel centro citta` la situazione sembra ancora peggiore,  salto questa tappa  cercando un po` di sole verso la Spagna ai piedi dei Pirenei. 5 ore di guida  persistenti e la pioggia sembra calmarsi vicino a Pamplona, ho le mutande inzuppate d’acqua ed  ho bisogno di riposo nel centro a Pamplona cerco un Hotel ed ad ogni tentativo mi presento alla Reception con i pantaloni e la giacca gocciolanti acqua sul pavimento lasciando una pozzangherina per terra, non sono abituato a presentarmi alle persone in questa maniera, fortunatamente  al terzo tentativo trovo una camera all’ Hotel Europa propio di fianco all`arena dei tori, un po` troppo lussuoso per il mio portafogli ma hanno una stanza libera full-optionale a 60€ Io non batto ciglio desideroso di un bagno caldo.

Dopo essermi rilassato in camera decido di andare a scoprire Pamplona  e` un borgho, una citta` medievale camminando capisco ben presto perche` Hemingway ne parlava con tanto ardore, fra qualche settimana inizia pure il Festival di San Fermin dove lasciano i tori liberi per la citta`ma non posso aspettare cosi a lungo, cerco un bar nelle vicinanze scegliendone uno frequentato dove entro: segatura per terra per asciugare il pavimento dalle scarpe bagnate che non vedevo da gli anni ottanta, lavoratori di strada chiassosissimi con le loro divise arancione fluorescente che fumando in faccia al barista aspettano i loro caffe’, anziani del luogo che discutono altrettanto animosamente ed Io che non sapendo come comportarmi mi accosto al bancone mi accendo una sigaretta e fumando in faccia al barista  ordino un panino con un bicchiere di Rioja , ho sempre cercato di evitare la Spagna in altri viaggi perche` l’ ho sempre considerata come meta ideale e facile del turismo di massa disprezzandone la sua` popolarita` ma in 10 minuti mi trovo gia` a mio agio: quando si dice chi disprezza compra… Viva l’ Espagna!

Verso sera il tempo sembra non migliorare, guardo il meteo alla televisione ansionsamente ascoltandolo su canali diversi, una nuvola carica di pioggia sembra girare attorno ai Pirenei la mia prossima destinazione, al telegiornale fanno vedere il sud della Francia inondada da piogge torrenziali che non si vedevano dal 1940, 20 morti e macchine che vengono portate via dalla forza dell’ acqua   e la situazione sui Pirenei non sembra sicura e promettente. Al mattino seguente  ancora pioggia,  immaginandomi una Spagna con il sole, sono stanco di tutta questa pioggia e determinato a trovarlo decido di andare a Sud verso Barcelona promettendomi a me stesso che se non trovo il sole li`, me ne vado in Marocco!

Lungo il cammino la situazione migliora e prendendo una deviazione verso Las Banderas Reales mi inoltro, e` una Sierra semi- deserta fra Pamplona e Saragoza che occupa uno spazio di 45ooo ettari di terreno, l’avevo vista su di un opuscolo a Pamplona ed ha subito attirato la mia attenzione l’idea di assaporare per la prima volta il deserto qui in Spagna su una motocicletta, era un irresistible tentazione difficile da rifiutare. Con un po` di aiuto locale  la trovo imbocchando una strada bianca che sembra attraversarla, intorno a me esite solo sabbia rossa, cespugli sporadici e piccole colline rossicie formatesi con l’erosione di acqua e vento,  l’orrizzonte sembra non aver fine.

Guidando mi viene da pensare se  qualcosa andasse storto con la moto, qui` nel bel mezzo del deserto, faccio i conti delle risorse; ho il pieno di benzina un po’ di pan e prosciutto, due tavolette di cioccolata, un bottiglia di birra naturalmente San Miguel,  ed una bottiglia di acqua oramai calda  penso che me la cavero’ almeno per stanotte, guido per un ‘altra buona mezzora evitando crateri grandi quanto la moto e sassi appuntiti pronti ad addentarmi le gomme se non presto  attenzione , giunto a un crocevia spengo la moto ed affamato stappo la birra, tiro fuori il pane con il prosciutto mi faccio un panino poi mi siedo per terra a fare merenda in una pace mai provata prima soddisfato dei miei Esploua`.

Riprendo il cammino per Barcelona percorrendo la Strada Nazionale 1, una starda infinita che attraversa mezza Spagna, piena di Camionisti che si seguono in corteo sono talmenti tanti a volte che sembrano tuttuno come un lungo treno pronti a rifarti la dentiera se sbagli un sorpasso azzardato sembra che tutti i Camionisti della Penisola Iberica la usino sono in centinaia una strada che consiglierei soltanto al peggiore dei miei amici. Giunto alla strada circolare di Barcelona , intravedo la citta`in lontananza e` la di fronte a me seguita dal mare alle spalle, la citta` sembra immensa il cuore mi si riempe di Gioia ed inizio ad intonare una canzone dei Queen: BARCELOOONA ! BARRCEELOOOOOONAAA  it the first time that we meet !!!

Non so’ dove andare allora sceglendo d’ istinto il cartello con la scritta “Litoral del Mar” mi ritrovo in Citta`, la sento vibrare tutto intorno, piena di gente e di moto che mi sorpassano come proiettili da destra e sinistra guidando in pantaloncini e ciabatte infradito, viali pieni di Palme, un sole caldissimo e la vista del Mediterraneo .

Trovo alloggio in un Ostello propio vicino al Monumento del colonizzatore Cristoforo Colombo (il Monument al Colon) il proprietario, Miguel mi educa sui possibili pericoli consigliandomi su come comportarsi alla sera in giro per i vicoli poi mi sistema in una camera da dodici con sei letti a castello sembra una mezza topaia ma me ne frego e in 15minuti sono in spiaggia a guardare un gruppo di ragazze che giocano a Beach Volley, l’umore e` decisamente alto,  alla sera in Ostello  vengo invitato da Bruno un ragazzo Brasiliano e Kota un Giapponese ad unirmi a loro che stanno uscendo; Bruno sembra propio un brasiliano classico, piccolino col viso da europeo e` figlio di immigrati Italiani, Kota invece ha i capelli neri corvino  lunghi legati con un elastico per farne un codino che rivela i capelli rasati attorno al collo e con se ha una chitarra, mi dice che stasera l’hanno invitato ad un bar dove puo`suonare, arrivati il bar e’ gia` chiuso quindi decidiamo di andare a farci un giro verso la Ciutad Veja dove un gruppo di Spagnoli seduti a bere birra  echiaccherando, lo riconoscono invitandoci a sedere  beviamo birra tutti assieme e Kota tira fuori la chitarra  incominciando prima ad intonare canzoni Giapponesi che nessuno sembra troppo interessato poi  canzoni dei Beatles il quale conosce tutte,   cominciamo a cantare tutti influenzando gli altri gruppi tutt’attorno passando la mia prima notte in Barcelona sicuro che qua` ci si diverte.

Il giorno seguente Kota e Bruno prendono un traghetto che va a Roma, Io invece spendo la giornata in spiaggia ed esplorando la citta`, il terzo giorno lo passo invece con un gruppo di quattro ragazze, due Sudafricane Victoria ed Esmeralda, due Americane Jordynn e Camila e due ragazzi Canadesi Karl e Colton, hanno speso gia` una settimana qua` e conoscono i posti giusti dove andare,  verso sera ritrovandoci tutti assieme andiamo al Bar Marsella dietro a Les Ramblas dicono che sia  il piu` vecchio in Barcelona e famoso per servire l’Assenzio ed il bar, sembra propio il piu` vecchio di Barcelona ha la vernice color marrone che si sfoglia dai muri, le bottiglie vuote messe sulle mensole con talmente tanta polvere sopra che per spolverarle ci vorrebe uno scalpello per rimuoverla ed il Bar e `pieno di gente che si diverte bevendo Assenzio, ne ordiniamo un po` anche noi, ci servono sette bicchieri gia` colmi di Assenzio con delle bottigliette d’acqua con il tappo bucato e qualche cubetto di zucchero a parte, il cubetto di zucchero va` inzuppato nel Assenzio quindi messo su una forchettina appogiata al bordo del bicchiere le si da` fuoco facendolo sciogliere ed aggiungendo acqua nel bicchiere senza spegnere la fiamma, il sapore e` amarognolo ed andando giu` scalda lo stomaco, caldo che verso il secondo bicchiere sembra essersi sparso per tutto il corpo ed inebriati dall’ Alcool facciamo serata li`.  Al mattino seguente saluto tutti e come ultima sorpresa un raduno di Harley-Davidson sta` passando propio sulla strada di fronte all’Ostello salto in sella e mi mischio a loro senza problemi arrivando in cima a Gaudi` Park dove mi stacco dal raduno e continuo per la mia strada felice sapendo che non potevo lasciare Barcelona in  modo migliore .

Lusso e Casino’

Oramai giunto al quinto giorno del viaggio ho gia` percorso piu` di 2000km, riconosco i miei limiti il sedere e` oramai abiutato Io sono in completa sintonia con la moto so` a memoria dove ho sistemato tutto dentro alle borse anche in movimento riesco a bere dalla bottiglia dell’ acqua sistemata nelle borse davanti ed a prendere dalle borse di cosa ho bisogno senza la necessita` di fermarmi,  la moto continua ad andare, milioni di rivoluzioni e il motore continua sempre a girare litri di benzina che scorrono  nei tubi come sangue che scorre nelle vene , mi chiedo come tutto cio` posso accadere di continuo questo moto continuo che va` all infinito deve essere sicuramete magia ed intanto maciniamo Kilometri.

Passo perla via Aurelia con il mare sin bella vista, passo Nizza, Antibbe, San Jean le Pin ma tiro dritto poi vedo il cartello Montecarlo e BAHM ! Come un lampo fulminio vedo Il Principe, Il Casino`, La Formula 1 queste sono le mie memorie  di Montecarlo e questa e` la mia occasione per veder di persona seguo le indicazioni  sena esitare e scendo giu` verso la citta`,  tutto brilla di lussuria  Case e Ville decorate finemente, un Poliziotto ad ogni angolo della strada; che vita che fanno qua` , Io  sporco dal viaggio su una moto con borse ad ogni angolo che spuntano fuori mi sento un po` fuori luogo, cerco un ufficio turistico ed entro vestito come un centauro con la maglietta bianca con il colletto color fuliggine, stivali alti da moto messi sopra ai Jeans, casco alla mano e con un alito mozzafiato mi presento al bancone dove una bellisima signora Bionda, alta 1.80 con un vestito lungo celeste  ed un Collier  d’oro al collo che vale quanto la mia moto quasi vergognandomi di cosa le sto` per chiedere in un paese dove un espresso puo` costare 5 €, con voce timida le domando se ci sono Ostelli a Montecarlo; Si ! mi risponde lei, Se vuoi posso telefonare e chiedere se anno posto libero?

Quasi non ci credo, mi da` una mappa della citta` con il percorso seguire segnata da lei,  seguo la via a ridosso del mare passando per Ville milionarie tutte col nome sopra finche` trovo l’Ostello e` una Villa a tre piani sul Mare con tanto di Depandance ed un terrazzo talmente largo che ci sarebbe il posto per una pista di pattinaggio e tutto per 18€!  Mi sento un signore con quattro soldi in tasca.

Sistematomi nella depandance incontro i compagni di stanza 5 ragazzi Irlandesi che hanno girato la Francia in bicicletta ed un signore sulla cinquantina che arriva in camera ascoltando le partite dei mondiali con l’orecchio attaccato alla radiolina, ci salutiamo in Francese noto in Lui un forte accento Italiano, si chiama Roberto nato in Italia a Pistoia ma cresciuto in Francia, hai i capelli brizzolati ed un dente ogni quarto d’ora color marrone e quando ride dallo sforzo tossisce senza controllo, mi racconta un po` la sua storia ha lavorato un po` dappertutto a Montecarlo in casa di gente ricca ma non e` mai stato capace di tenersi il lavoro ed i soldi che spende sempre al Casino`. Verso sera ci servono la cena sull terrazzo, Zuppa di verdure, Lasagne, Formaggi ed un insalata di frutta mangiamo tutti assieme con la vista del mare di fronte fino all’ ibrunire, poi i ragazzi Irlandesi se ne vanno a Montecarlo con 10 bottiglie messe dentro a delle borsine di plastica, di Desperado un marchio di birra mischiata con Tequila,  Io invece finite le chiacchere con Roberto mi lancio in moto per le strade di Montecarlo, scendendo  passo dietro il Casino` ed il  tunnel che ho sempre visto in Tv dove le macchine di Formula 1 sfrecciano a tutto gas dove piegandomi sul serbatoio della moto immagino una gara insistente quando, senza neanche sentirli, arrivarano due Motociclisti locali che mi superano a bruciapelo scomparendo alla prima curva sicuramnete questa gara l’ho persa di sicuro. Finisco il giro passando dal Porto dove centinaia di Panfili e Yacht sono parcheggiati risalendo su` mi fermo sulla scalinata di fronte alla fontana e con la vista del Casino` di fronte rimango li` a scrivere cartoline.

Un Inglese nel suo paese d’origine


Prossima destinazione sono Le Cinque Terre , che non ho mai visto ne` sapevo che esistessero in Italia , se non fosse stato per  amici Australiani che ne hanno sempre parlato benissimo forse non le  avrei mai scoperte, le Cinque Terre prendono il nome dai cinque villaggi che la formano Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore  formando un Parco Nazionale e patrimonio UNESCO  di una bellezza unica famosa nel mondo. Trovo un  campeggio ben sistemato a terrazze immerse negli alberi d’Ulivo con salite ripidissime una piccola Oasi,  anche se mi sono promesso di scartare questa opzione desideroso di appogiare le borse e farmi un bagno mi accampo di buon umore dimenticandomi dell’ultima esperienza negativa nella pioggia.

Passo la prima giornata in spiaggia a Levanto ad arrostirmi come una lucertola, il secondogiorno invece desideroso di vedere le Cinque Terre, chiedo consiglio alla recezionista del campeggio su i posti piu` belli dove andare  e con la mappa in mano segnatami da lei  mi dirigo verso Vernazza a  20 km di distanza, bisogna passare per la montagna su e giu` per strade a volte strette con tornanti pericolosi ma con viste bellissime sulla costa, le curve sembrano infinite dopo quasi mezza ora di guida ed ubriaco di curve mi chieda dove cavolo sono andato a finire, forse ho sbagliato strada ancora un po` poi torno indietro , poi ecco il cartello per Vernazza che dice un kilometro stringo i denti e comincio a scendere per una strada privata con una sbarra che blocca il passaggio alle macchine,  scendo giu` fin in paese dove comincio a vedere qualche palazzina  sembrano case costruite dopo la seconda guerra mondiale tutte colorate con colori pastello, le vie affolate da Ristorantini e Bar , turisti che scattano foto e la luce del sole che filtra appena attraverso un vicolo formato da due case vicine poi  Bahm! il Mar Ligure limpidissimo che sbatte sul molo Case color pastello accavallate una sull` altra a picco sul mare , il porticciolo colmo di piccole barche di legno con una bellezza da lasciarmi a bocca aperta gente sparpagliata sulle rocce sdraiata sugli ascigamani a prendere il sole, un vero gioiello nascosto.

Le rocce

il mare battente

non c’e` altro posto

in cui vorrei essere

questo richiamo primordiale

mi riporta alle origini del mio Essere.

Colori primari  e luogi nascosti

la vita semplice scorre attorno

quasi mi scordai cosa significa  una Vita

in armonia col mare.


Spendo il resto della giornata li assieme alla gente locale che pesca i Saraghi e le Occhiate a ridosso del Molo in tutta tranquillita` , tranquillita`interrotta solo dallo sciaquare delle onde sul bagnasciuga,  i pescatori si prendono in giro a vicenda dandosi la colpa l’un l’altro se i pesci non abboccano gente  simpaticissima come la gente di mare dovrebbe essere con i nervi distesi ed un gran senso dell’ umorismo scambio volentieri due chiacchere scoprendo chi produce un Vino locale chiamato Cheo ed altra gente che viene da Viterbo, da Roma od addiritura dalla Svizzera hanno comprato casa qua`per passarsi  le vacanze piacerebbe anche a me come loro passare qua` le vacanze ma il prezzo di una casa si aggira attorno ai 250.000€  il che mi fa` rimanere con la voglia.

La vita nelle Cinque terre e` vissuta in simbiosi con il levarsi del Sole disparendo nelle propie attivita` durante la giornata per poi ritirarsi verso il tramonto, cena seguita da una passeggiata per digerire magari con l`aggiunta di un gelato artigianale ma niente di piu` e tutto questo a me va` benissimo, alle  10.30-11.00 si dorme gia` molto volentieri per poi alzarsi presto naturalmente al levarsi del sole il mattino seguente, spendo tre giorni in totale` tranquillita` vorrei rimanere un po` di piu`  invogliato anche dalla recezionista carinissima del campeggio che mi domanda se mi fermo ancora un po` ma volendo andare avanti non capendo la saluto per poi passare un’ultima volta dalla spiaggia semideserta  con una mano sul cuore ed una sull’ acceleratore saluto le Cinque Terre  diretto a Bologna.

L’arrivo a Bologna`  e` sempre un esperienza piacevole, anche in questa occasione fa` un caldo torrido ed afoso ogni volta che mi fermo ad un semaforo vorrei strapparmi i vestiti di dosso, riconosco tutto intorno a me, la guida irregolare ed erratica degli Italiani,  la visione delle Colline, la Basilica di San Luca e le vie che percorrevo da bambino in bicicletta  risvegliando ricordi inpolverati dal tempo ed un senso di appartenenza difficile da spiegare, la esploro come un turista guidando su e giu` meravigliandomi di in senso unico che prima non c’era o di una strada appena costruita, passo per le strade del centro salutando le Due Torri e Piazza Maggiore e` un piacere tornare a casa finche` non mi ricordo del perche` sono partito lasciandomi tutto alle spalle.

I primi giorni corro a destra e sinistra come un Imprenditore pieno di appuntamenti a salutare tutti gli amici i quali mi rinfrescano delle novita`, vado ad un matrimonio di amici, faccio giri in moto attorno alle colline  e con l’aiuto di  due amici che offrendomi il loro supporto tecnico alla loro officina sistemiamo la  Moto  con una bella  gomma nuova fiammante pronta a divorare l`asfalto, soltanto verso gli ultimi giorni  riesco a spendere  un po` di tempo con la mia familia la quale mi vede sempre pochissimo.

Al decimo giorno diretto verso le il Passo dello Stelvio nelle Dolomiti son ben contento di ripartire, sveglia alle 4.oo e partenza alle 5.00, carico nuovamente i bagagli sempre piu` pesanti e carichi di roba saluto mia Mamma che ricambia sbracciandosi dalla terrazza  sapendo istintivamente che sia un po` triste nel vedermi ripartire, imbocco tutte strade provinciali per evitare i pedaggi autostradali godendomi i paessagi di campagna passo per Modena, Parma e  Brescia dove inizio ad incontrare i primi cortei di motociclisti , gia` parecchi  vanno tutti nella mia stessa direzione il cielo senza nuvole lascia presagire una giornata perfetta,  i motociclisti sono davvero tanti attraversiamo gallerie dopo gallerie avvisandoci l’uno con l’altro di un Autovelox nascoto, passando  il Lago D’Iseo per la prima volta  non mi fermo seguendo il corte e mi limito ad osservarlo mentre tiro diritto verso il Passa di Gavia seguendo un  suggerimento di un amico di Bologna.  La strada si impenna vertiginosamente i motociclisti in fila indiana si susseguono le curve diventano tornanti, la strada si fa` sempre piu` stretta fin al punto che anche in moto bisogna fare attenzione a chi viaggia nel senso opposto di marcia, ghiaia nelle curve con visibilta` ridotta, dirupi sul lato della strada che quando guardi giu` sembrano che abbiano la bocca aperta pronti ad inghiottirti se sbagli una manovra  ed Io che penso: dove cacchio sto` andando ? se qua` tolgono l`asfalto la possiamo chiamare una mulattiera,  ma la vista delle cime ancora innevate con la neve che sciolendosi va a formare infiniti ruscelli diretti verso  i prati verdi a valle sono da cartolina, a piu` riprese mi fermo a scattare foto facendo sempre attenzione,  a parcheggiare la Moto nel giusto senso di marcia, con l’anteriore verso la salita la Moto e` talmente pesante che non potrei farcela da solo a fare retromarcia con l`aiuto della sola forza riuscendo a  giungere in vetta ben felice di essere ancora intatto con l’aiuto di un Ciclista,  poso per le classiche foto rituali con il cartello Rifugio Passa di Gavia alle spalle  quando noto tre signori che osservano curiosi  la mia moto chinandosi per terra  per capire bene  come fanno tutte quelle borse a starci appese, puntando alla targa non capendo di che Nazione sia  per poi farsi commenti a vicenda,  decido di avvicinarmi  con un caloroso CIAOah ma sei Italiano! , risponde uno dei tre, Si sono di Bologna rispondo,  Di Bologna?! dice  sbalordito, Beh! con quella targa li? Si vengo da Londra, ma ho fatto il giro largo passando da BarcelonaChe cooosaa? ribatte lui, No fammi capire bene tu sei venuto da Londra  passando da Barcelona ed hai fatto tutta questa strada da solo? Si, ripondo, E  adesso dove sei diretto? Verso il Passo dello Stelvio poi il ghiacciaio di Grossglockner in Austria, seguito da il Lago Costanza passando poi per la Foresta Nera in Germania e mi avvicino a Calais passando dal Belgio,   Ma guarda che a te` ti dovrebbero dare una medaglia lo sai?! risponde lui guardando gli amici sbalordito allo stesso tempo. Continuano a farmi mille domande alle quali rispondo a tutte molto volentieri  mi fanno mille complimenti, loro vengono da Parma si chiamano Marco, Gianni e Paolo come veri Emiliani sono simpaticissimi e leghiamo subito come Pane e Nutella, Marco mi chiede se puo` fare delle foto alla moto da far vedere a sua figlia che vive a Londra , accetto ben volentieri poi ne scattiamo una assieme posando come due compagni che hanno fatto la  guerra assieme, con le braccia alte sulle spalle e due  sorrisi che brillano di sincerita` poi salto in sella alla moto aiutato da loro a fare retromarcia, spingedomi indietro come fanno i meccanici quando spingono i Piloti fuori dai Box  accendo, ingrano la prima  alzo il braccio sinistro al cielo e salutandoli con il dito indice e medio a forma di V mi dirigo vero il Passo dello Stelvio ben contento di averli incontrati  con lo spirito sollevato dalle lusinghe ed un gran sorriso sulle labbra capisco cosa provino gli Alpini quando giungono al Rifugio e trovano l’ ospitalita` che meritano.

Lo Stelvio e` vicino i cartelli ne indicano solo qualche kilometro rimasto poi la strada si fa`sempre piu` ampia  noto il primo cartello che numera il tornante alzo la testa e BAHM! e` la di fronte a me, con tutti i suoi tornanti che si inerpicano, ed Io rido, sorrido e continuo a ridere sotto il Casco quasi non ci credo della strada che ho davanti, essendo Domenica ci sono centinaia di Motociclisti che salgono ci sono pure Polizia e Carabinieri a dare indicazione nelle curve cieche, lungo il sentiero che sale osservo i motociclisti salire, sembrano tante formichine che seguono la scia lasciato da quello di fronte andando tutti quanti verso quel ambito formicaio chiamato Vetta,  in cima sembra di essere ad una festa di paese, moto  parcheggiate da tutte le parti, moto che non riescono a passare dal traffico, qualche sciatore che cerca di farsi spazio attraverso la ressa con gli scarponi da sci indosso e li sci sulle spalle, file di persone che aspettano il loro turno di fronte ad un kiosko che vende Krauti e Salsiccie, eh si! sembra un vero e propio formicaio.

Imparando Il Tedesco


Le Dolomiti mi hanno lasciato un piacevole ricordo, diretto verso l’Austria che porta al Ghiacciao di Glossglockne mi fermo a bordo strada a fare la classica foto rituale chiedendo in Italiano, l’aiuto di uno Spazzino che fa manutenzione a bordo strada vestito con la sua divisa Arancione fluorescente, poso tutto sorridente per un paio di scatti poi compro la vignetta per l’autostrada necessaria in Austria e riparto a tutto gas curioso di vedere la famosa Hochalpenstrasse ( Alta strada Alpina) 48km di strade che si inerpicano sul per le montagne attravesando  formazioni Rocciose millenarie con Cascate sempre attive e boschi di conifere considerata una delle piu` belle strade panoraminche al mondo.

La strada che collega lo Stato di Salisburgo con la Carinzia, e` a pagamento per 18€ ti rilasciano una ricevuta, un opuscolo ed un adesivo che ne simboleggia la storia centenaria, il paeseggio non e` niente piu` che mozzafiato stento a fare attenzione alla strada di fronte buttando sempre l’occhio sulle montagne ci sono Cascate altissime che escono come per magia dalle formazioni rocciose finendo non si capisce bene dove, boschi di conifere che crescono lungo i dorsi ripidissimi e rocciosi dove a valle Prati color verde Smeraldo sembrano dei veri e propi tappeti colorati e quasi convinto di essere in una vera e propria  fiaba mi aspetto solo di trovare una casetta con Hansel e Gretel . Il ghiacciao  enorme, e` il piu` grande che abbia mai visto se allungo un braccio sembra di poterlo  toccare nonstante sia a 300 mietri di distanza con la sua cima a volte nascosta dalle nuvole e  la  sua lingua di ghiaccio in costante movimento che scende a valle, ad un’ altitudine di 3798 Metri  e`il piu` alto  presente in Austria e nelle Alpi Orientali.

A valle riesco a sistemarmi poco prima l’arrivo di un temporale in uno Chalet, la signora gentilissima mi lascia parcheggiare la moto nel garage e mi fa` un prezzo ridotto di 35€ per una camera doppia con tutti gli optional  il temporale non mi permette di andare lontano anche se vorrei fare una scarpinata sulla montagna vicina del Wilder Kaiser decido di passare la  serata al ristorante  dove mangio per due, dove mi si presenta un angelo dai capelli biondi e la pelle di seta vestito in costume tradizionale Tirolese  si chiama Nina e` molto simpatica  parla con un accento tedesco da far resuscitare il desiderio sessuale anche ai morti , passo la serata al bancone del Bar  cercando con ogni scusa giusta di attaccare bottone senza essere banale anche se la comunicazione e` scarsa e con il  suo Inglese basico  riusciamo a capirci a tratti, come vorrei saper parlare Tedesco in questo momento al ritorno in camera mi sdraio sul letto e guardando il soffito comincio a sentire che questo viaggio sia oramai alla fine.

Al mattino seguente saluto Nina e lasciando l’Austria nel bel mezzo del temporale mi dirigo verso la Germania, faccio sosta al Lago Costanza  , un lago naturale formatosi dal Fiume Reno che copre uno spazio di 570 km quadrati,  passo` due ore alle Terme  locali dove in Sauna faccio un incontro a qui pensero` per il resto della giornata, lei una ragazza tedesca bellissima sdraiata sulle assi di legno seminascosta dal vapore acqueo che la rende attraente e misteriosa  col suo seno perfetto  ed un fisico da Venere, seduto di fronte a lei mi faccio notare e tutti e due nudi scambiamo due chiacchere  sulle panche di legno finche compare l`amica portandola via con se`  , c’ero quasi porcavacca! uscendo  un po` deluso ma  5 anni piu` giovane.Passo` la serata nella piazza centrale con la gente locale a guardare la partita di Olanda-Uruguay per poi tornare verso sera in Ostello preparandomi il mattino seguente per la Foresta Nera. La Foresta Nera prende il nome datogli in tempi antiche quando la foresta di conifere era ancora impenetrabil  ha un’ area che occupa 12.000km quadrati e giunti in vetta all’ orrizzonte si vedono alberi fino all`orizzonte,  si dice che in queste foreste abitano lupi mannari e demoni che assumano mille forme e che l`equilibrio della foresta e` mantenuto da un popolo di Folletti ma sfortunatamente non ne incontro nessuno.  Uscito dalla foresta bisognoso di un po` di compagnia devio verso Koblenz deciso ad incontrare due ragazze Nina e Susanna, conosciute in Belgio qualche mese prima, ho l’indirizzo ma non un numero di telefono non sicuro di trovarle a casa tento comunque e trovo il loro indirizzo in un villaggio sperduto nelle campagne,  suono il campanello e mi si presenta Peter il ragazzo di Susanna, noto la sua sorpresa nel vedermi di fronte alla porta di casa sua e  velocemente gli spiego tutto, mi dice che Susanna e` a casa dei genitori non lontano da qui la chiama al telefono avvisandole  del mio arrivo, sono ben contente e sorpese di vedermi invitandomi al pub, stasera gioca  Germania-Olanda. A sera ritorniamo a casa riamanendo a bere birra al buio all` aria aperta, noto le stelle sono cosi` tante che mi accorgo di essermi quasi scordato che esistono davvero le osservo per piu` di un minuto quasi allucinato alla loro visione avrei voglia di passare la notte sotto le stelle addormentandomi guardando all`insu`, poi verso le  2.00am decidiamo che e` ora di andare a dormire, Peter e Susanna mi offrono il loro divano per la notte, ed Io che mi ero preparato ad accamparmi in giardino accetto ben contento, Nina invece si sistema in camera da letto. Per quanto le persone mi hanno sempre parlato negativamente  dei Tedeschi come persone fredde , mi convinco sempre di piu` che i Tedeschi siano solo estremamente riservati,  al mattino come tradizione Tedesca  voule tocca agli uomini andare dal fornaio a comprare la colazione e siccome  Peter e` andato al lavoro oramai da un pezzo mi offro volontario  ben contento di ripagare l’ospitalita` offertami.

Dopo aver salutato Nina e Susanna, mi preparo guardando sulla cartina che strada prendere, passo la notte a Maastricht in quella puntina di Olanda nel mezzo di Belgio e Germania  su una barca adibita ad Hotel dove il proprietario mi lascia parcheggiare la moto sulla poppa per la notte trovando la cosa alquanto bizzarra ma siamo in Olanda ed il bizzarro e` al ordine del giorno.

Al mattino seguente ricordandomi nuovamente che questo viaggio sia oramai al termine decido che sia il momento di prendersi una pausa in Lussemburgo che dista a qualche ora di viaggio il quale si rivela essere una piacevole sorpresa. La citta piccolissima ` ha salite ripidissime e mura antiche tutt`attorno le quali si possono percorrere scendendo a spirale nel cuore di Lussemburgo, con le sue tre lingue parlate, Francese , Tedesco e Lussemburghese ed un importante centro finanziario mondiale la citta` rimane una delle piu` bizzarre in Europa. Mi sistemo in un Ostello nel quartiere chiamato Clausen della citta` per poi girovagare in moto su e` giu` vedendo solo una parte della citta`.  A sera chiedo suggerimento al recezionista su dove andare, il quale mi dirige nel posto giusto dove sembra che tutti i giovani di Lussemburgo sembrano essere, osservo i gruppi di persone, e sopratutto di ragazze parlare in Tedesco , in Lussemburghese e poi  Francese all arrivo di un amico non capendo piu` niente me stesso le osservo sbalordito della loro bellezza, sono quasi tutte molto alte con gambe snelle e sinuose e capelli biondi come le Tedesche  ma hanno visi con lineamenti delicati come le donne Francesi, un perfetto mix che crea bellezze difficili da scordare.  Dopo poco mezzanotte decido di fare un esplorazione notturna a piedi seguendo i sentieri che scendono nel cuore delle mura cittadine scoprendo un locale cosi carico di energia da non crederci, il Cafe`des Artist  fondato nel 1968come il nome suggerisce era un ritrovo di artisti, anche se durante gli anni gli artisti siano calati l’arte rimane tutt`ora nell` aria, attirato dalla musica e dai cori di persone che udivo in lontananza entrando  mi si rivela una signora con i capelli bianchi e ricci sulla cinquantina  che suona il pianoforte con  i clienti che la seguono cantando a squarciagola, si canta in Tedesco, Lussemburghese, Francese e anche Spagnolo, un posto magico dove sentendomi subito a mio agio appena entrato  passo tutta la serata cantando anch’io  non sentendomi solo per niente convinto di aver scoperto la Vera e propia essenza della Citta` e non potevo trovarla che nel cuore di Lussemburgo.

Sono oramai tre settimane che passo la maggior parte del mio tempo sulla strada, vivo sulla strada mangiando al sacco e bevendo al volo se c’e una strada che porta da qualche` so`che  trovero conforto, la strada e` viva, la strada e`mia amica mi parla e mi guida verso l’orrizonte mi sento sicuro vedendola  sdraiata di fronte a me .

Viaggiare in Europa ha di per se` qualcosa di surreale, si entra da una dimensione ad un’ altra, da una nazione all` altra, cosi` velocemente che piu` di una volta sono entrato in una stazione di servizio salutando e rispondendo nella lingua della nazione precedente senza quasi renderme conto.

Mi chiedo qual sia il prezzo da pagare per tutto questa liberta`?  tornando sulla strada  di casa  sapendo nel cuore  che la normalita` stia per ritornare  mi rattrista  e cercando una soluzione penso che cosa succederebbe se continuassi ad andare, se continuassi finche` posso continuare cosa` ne sara’ di me?  Mi accorgo di essere stato morso dal piacere del viaggio, un morso difficile da scordare, tutti questi ricordi destinati ad affievolirsi col tempo portano immancabilmente un ancor piu` grande desiderio  di crearne dei nuovi.

Giunto a Londra mi sembra di stare ancora viaggiando, ma mi accorgo di non essere piu` quello straniero su quella moto carica di borse e la targa strana, circondato da targhe ancora piu` strane, non ci sono piu` i cartelli che dicono Belgio, Germania o Austria, tutto sembra familiare riconosco tutto intorno a me,  al rientro in casa vengo salutato da un ammasso di lettere sotto la porta una delle quali si rivela essere una multa per divieto di sosta quasi scaduta che non sapevo neanche di aver preso, un po` di polvere sui mobili ed un frigorifero vuoto e male odorante,  poi  rivedendo la mappa dell’ Mondo appesa al muro mi ci avvicino, sembra cosi bella rimango a fissarla notando l’ Europa per poi percorrerne col dito un nuovo cammino  immaginario verso terre sempre piu` lontane.


aprile 27, 2010

Hello world!

di Furio

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